Le principali fonti energetiche

Fonti energetiche primarie non rinnovabili

Per gentile concessione dal sito DOMOTECNICA

Sono considerate "non rinnovabili" le fonti di energia primaria che necessitano di periodi di formazione molto lunghi in rapporto alla vita umana, e quindi di molto superiori ai tempi di consumo attuale. Si tratta in particolare di fonti di origine fossile o minerale, come il petrolio, il carbone, il gas naturale o l'uranio (energia nucleare).

Fonti energetiche primarie rinnovabili
Le energie rinnovabili sono forme di energia derivate da fonti che possono rigenerarsi in periodi brevi o comunque non superiori ad una generazione umana. Acqua, sole e vento sono disponibili e non necessitano di attività di reperimento da parte dell'uomo, che interviene solo per la loro trasformazione. L'unico vincolo è legato al luogo ed al tempo in cui queste si rendono disponibili.

Fonti energetiche primarie (Biomassa)
Le biomasse, ovvero legna, vegetali, sostanze di origine animale, sono per loro natura riproducibili e disponibili in tempi brevi. Tra le fonti energetiche rinnovabili vengono inseriti anche i rifiuti organici e inorganici, utilizzati per il teleriscaldamento o nella produzione di energia elettrica.

Energia elettrica (derivato)
Pur esistendo in natura, l'energia elettrica non è utilizzabile dall'uomo se non come energia derivata dalla trasformazione di energie primarie. Per produrla l'uomo deve utilizzare fonti energetiche fossili, minerali o rinnovabili, di cui le centrali idroelettriche sono un comune esempio.


Un consumo efficiente dell'energia è quello che consente di ridurre al minimo lo "scarto" di trasformazione dell'energia primaria.

Efficienza energetica e spreco d'energia

La razionalizzazione di questo processo è una delle più importanti voci sulle quali le moderne tecnologie agiscono per migliorare i rendimenti delle macchine: non solo consumare meno energia, ma soprattutto utilizzarla meglio.

L'energia può non solo essere utilizzata meglio in fase di trasformazione, ma anche essere conservata meglio riducendone la dispersione.

In ambito domestico, le tubazioni non isolate, un boiler non bene coibentato, infissi o struttura muraria che disperdono calore, sono esempi di come il calore prodotto con l'energia acquistata, possa venire sprecato inutilmente.